Una risposta creativa alle migrazioni del Terzo Millennio
Il progetto “Gestione creativa e innovativa dei flussi migratori e dei problemi connessi” nasce per trasformare le criticità delle migrazioni in opportunità concrete di accoglienza, formazione, sviluppo economico e pace.
L’idea centrale è semplice e radicale: non limitarsi a offrire solo una prima ospitalità, ma valorizzare il capitale umano di rifugiati e migranti, accompagnandoli in un percorso di crescita personale e professionale che generi benefici sia per l’Italia, sia per i paesi di origine.
Riconoscimento da parte di Papa Francesco
Il progetto è stato presentato a Papa Francesco con una lettera del 19 novembre 2024. Nella risposta del 28 gennaio 2025, tramite la Segreteria di Stato, il Santo Padre ha espresso gratitudine per l’iniziativa e ha impartito la Benedizione Apostolica a chi vi è coinvolto e alle persone care.
Questo legame si inserisce pienamente nella visione espressa da Papa Francesco sull’accoglienza come espressione dell’amore, sull’educazione alla pace e sulla cura della casa comune.
Sintesi del progetto
Obiettivi principali
- Valorizzare rifugiati e migranti attraverso percorsi di formazione professionale mirati ai fabbisogni delle imprese italiane, sia in Italia (contrastando l’invecchiamento demografico) sia nei paesi d’origine per sostenere la ricostruzione e lo sviluppo locale.
- Promuovere integrazione linguistica e culturale, con corsi di lingua, educazione civica e ai valori della Costituzione italiana e dei trattati europei, in vista anche di percorsi di adesione all’Unione Europea per paesi come l’Ucraina.
- Attivare cooperazione internazionale, favorendo il rientro volontario e qualificato di alcuni partecipanti nei paesi di origine per contribuire alla ricostruzione (ad esempio in Ucraina) o al contrasto alla desertificazione in contesti africani.
- Posizionare l’Italia come laboratorio di pace e sviluppo, offrendo un modello replicabile in ambito europeo per una gestione intelligente e umanamente feconda dei flussi migratori.
Parole chiave
innovazione accoglienza formazione pianificazione territoriale sostenibilità energie rinnovabili cooperazione internazionale educazione alla pace
La Badia del Buonsollazzo: luogo, memoria, futuro
Il progetto ha come fulcro un antico monastero benedettino a circa 30 minuti da Firenze, nel comune di Borgo San Lorenzo, con circa 5.000 m² di edifici e 100 ettari di terreni agricoli. Il complesso, nato prima dell’anno Mille secondo la tradizione, è immerso in un paesaggio naturale di grande pregio e necessita di un intervento di restauro e rivitalizzazione agricola.
Nella fase iniziale sono previsti alloggi temporanei e spazi di formazione, con il coinvolgimento diretto degli ospiti nel recupero degli edifici e nella gestione delle attività agricole, energetiche e formative. A regime il centro potrà accogliere 200–300 persone l’anno e impiegare circa 20 addetti.
Il Mugello, parte dell’area metropolitana fiorentina, diventa così un laboratorio di nuova urbanità, dove città, campagna ed energia rinnovabile dialogano in modo armonico: mini-eolico, fotovoltaico e agricoltura sostenibile si integrano con percorsi formativi e di inserimento lavorativo.
Impatto atteso e sostenibilità economica
Il budget complessivo stimato del progetto è compreso tra 10 e 15 milioni di euro, suddivisi tra acquisizione e restauro del complesso, programmi formativi, avvio operativo e impianti di energia rinnovabile.
A confronto, le imprese fondate da immigrati extra-italiani generano in Italia un valore aggiunto annuo di circa 150 miliardi di euro; in questo quadro, l’investimento richiesto rappresenta una quota minima rispetto al potenziale ritorno economico e sociale, tanto più se si considera la creazione di nuova imprenditorialità, occupazione e domanda abitativa da parte dei “nuovi italiani”.
Il progetto è pensato come buona pratica replicabile a livello nazionale ed europeo, in dialogo con istituzioni, imprese e realtà del terzo settore.