Comitato Promotore per la Fondazione “Giorgio Piccini”

Arte, pace, solidarietà

Mostra nel centenario della nascita

UMANITÀ

Giorgio Piccini · 1926–2026

Sette sculture. Sette incontri con la ricerca artistica e umana di Giorgio Piccini.

Inaugurazione

Apertura
17–25 ottobre 2026 · ore 12.00–18.30

Finissage

Numeroventi
Via dei Pandolfini 20, Firenze

Organizzata dal Comitato Promotore per la Fondazione “Giorgio Piccini”, in collaborazione con Numeroventi.

Gli inviti

Invito all’inaugurazione di Umanità, Giorgio Piccini: 17 ottobre 2026 alle 17.00, Numeroventi, via dei Pandolfini 20, Firenze.
Inaugurazione · 17 ottobre, ore 17.00 · Scarica l’invito
Invito al finissage di Umanità, Giorgio Piccini: 24 ottobre 2026 alle 18.00, Numeroventi, via dei Pandolfini 20, Firenze.
Finissage · 24 ottobre, ore 18.00 · Scarica l’invito

La mostra

Nel centenario della nascita di Giorgio Piccini, la mostra "Umanità" riunisce sette sculture scelte per riportare lo sguardo sul centro più profondo della sua ricerca.

Il titolo è quello di una delle opere esposte, Umanità (1992/95), ma è anche una chiave di lettura dell'intero percorso. Già nel 1972 il critico Pedro Fiori riconosceva nella sua scultura «un misticismo contaminato in lui d'umanità» e il tentativo di testimoniare che «l'amore non è morto» tra gli esseri umani.

Nelle sculture di Giorgio la figura umana non è mai soltanto corpo. È presenza, relazione, vicinanza, tensione, fragilità e forza. Le forme sembrano cercarsi, sostenersi, talvolta fondersi. E nascono dall'ulivo senza abbandonarlo: «Le figure si liberano lentamente dalla massa legnosa che le imprigiona, senza mai rifiutarla del tutto», scriveva Luigi Valerio nel 1978.

Per Giorgio questa attenzione all'uomo era inseparabile da una ricerca del sacro: non un tema religioso tra gli altri, ma il modo di guardare alla vita.

Le sette opere non intendono costruire una retrospettiva completa. Sono piuttosto sette incontri con una ricerca artistica che, attraverso il corpo e la materia, torna continuamente al mistero dell'esistenza e dell'uomo.

A cento anni dalla nascita, "Umanità" vuole perciò essere qualcosa di più di una commemorazione. È un invito a tornare davanti alle opere e a domandarsi oggi cosa abbiano ancora da dirci.

Ed è anche il momento nel quale diventa più evidente il rapporto tra l'eredità dello scultore e l'attività del Comitato Promotore. Prima dei progetti, delle iniziative per la pace e delle riflessioni sui grandi problemi del presente, c'è infatti una radice più profonda: l'attenzione all'essere umano. Da qui nasce la continuità tra l'opera e ciò che viene dopo.

Anche per questo custodire l'opera di Giorgio Piccini non significa soltanto preservarne le sculture, ma permettere al messaggio che esse contengono di continuare a vivere.

Umanità, appunto.

La mostra è organizzata dal Comitato Promotore per la Fondazione "Giorgio Piccini", in collaborazione con Numeroventi, e si tiene presso Numeroventi, via dei Pandolfini 20, Firenze.

Il messaggio di Shirin Ebadi

Messaggio inviato per l’inaugurazione della mostra “Umanità”.

L’arte è una delle forme più potenti di comunicazione umana e di espressione emotiva. A volte un brano musicale può avere su di noi un impatto maggiore di un intero libro; altre volte una scultura o un dipinto possono raccontare una storia d’amore profonda e commovente.

Una delle qualità più straordinarie dell’arte è la sua natura universale e senza confini. L’arte trascende le lingue, le culture e i confini geografici, creando legami significativi tra le persone e permettendo loro di condividere emozioni, esperienze e idee al di là delle parole.

Shirin Ebadi

Traduzione italiana dall’originale inglese.

Leggi il testo originale in inglese

Art is one of the most powerful forms of human communication and emotional expression. Sometimes, a piece of music can have a greater impact on us than an entire book; at other times, a sculpture or a painting can tell a profound and moving love story.

One of the most remarkable qualities of art is its universal and borderless nature. Art transcends languages, cultures, and geographical boundaries, creating meaningful connections between people and allowing them to share emotions, experiences, and ideas beyond words.

Giorgio Piccini

Giorgio Piccini (Firenze, 20 agosto 1926 – Greve in Chianti, 17 settembre 1995)

Giorgio Piccini nasce a Firenze il 20 agosto 1926. Nel 1964 si trasferisce con la famiglia nella campagna di Greve in Chianti, dedicandosi interamente alla scultura. È una scelta controcorrente, che lo tiene lontano dal dibattito artistico del tempo ma in profondo rapporto con quell'ambiente culturale e spirituale che è stata definito “area profetica fiorentina” di cui facevano parte tra gli altri Giorgio La Pira, don Lorenzo Milani, padre Ernesto Balducci, padre David Maria Turoldo, don Bruno Borghi e padre Giovanni Vannucci. «È un uomo nato per la scultura», scrisse di lui il pittore Nino Tirinnanzi.

La sua materia è soprattutto l'ulivo: tronchi e ceppi, spesso ancora con i rami e le radici. Giorgio non ne cancella irregolarità, venature e ferite, ma le usa come parte stessa dell'espressione: la forma emerge dalla materia senza perderne la memoria. Il poeta Carlo Betocchi, che andò a trovarlo a Casole e ne scrisse per la mostra alla Galleria Pananti (1977), lo disse così: «a un certo punto l'ulivo l'ha preso per mano, lo ha fatto suo; mentre lui, altresì lentamente, ha ceduto all'ulivo la sua natura di uomo».

Al centro c'è sempre la figura umana, che nelle sue opere diventa presenza, relazione, incontro: l'essere umano nella sua fragilità e al tempo stesso nella sua forza. Il suo percorso artistico parte dalle grandi figure del cristianesimo e approda, nelle opere più tarde, a figure che danno corpo ai temi da lui più meditati: Amore, Umanità, Povertà, Universalità. Che lui stesso definiva «ricerca della verità».

Ha realizzato circa un centinaio di sculture, in gran parte in legno d'ulivo, alcune in pietra, oltre a numerosi disegni. Tra il 1966 e il 1988 ha esposto in mostre personali e collettive a Firenze, Milano, Roma, Bergamo e Fiesole; alcuni degli autori che hanno scritto di lui sono: Carlo Betocchi, Nino Tirinnanzi, Pedro Fiori e Luigi Valerio. Sue sculture si trovano in luoghi pubblici e collezioni private in Italia e all'estero.

Muore a Greve in Chianti il 17 settembre 1995. Un amico lo ricorda con queste parole: «Sembrava fatto dello stesso materiale delle sue straordinarie sculture».

Nel 2026, a cento anni dalla nascita, la mostra "Umanità" torna a interrogare il nucleo essenziale della sua ricerca.

Il Comitato Promotore

Il Comitato Promotore per la Fondazione "Giorgio Piccini" nasce il 10 giugno 2004, per iniziativa della famiglia.

Fin dall'origine il Comitato individua due direzioni strettamente connesse.

La prima è la conservazione e valorizzazione dell'opera di Giorgio Piccini: rendere accessibili le opere e i documenti, favorirne lo studio, diffondere la conoscenza della figura e del pensiero dell'artista oltreché promuovere iniziative culturali.

La seconda nasce dalla convinzione che l'eredità di un artista non debba essere soltanto conservata, ma possa continuare a generare pensiero e azione. Per questo il Comitato assume tra i propri scopi la promozione di iniziative umanitarie, di solidarietà e per la pace, concependo l'arte come strumento di comunicazione, veicolo di valori universali e solidarietà.

Negli ultimi anni questa vocazione ha trovato espressione soprattutto in due direzioni.

La prima è il progetto per la gestione creativa dei flussi migratori, nato dalla ricerca di modalità capaci di superare una lettura esclusivamente emergenziale delle migrazioni e di mettere al centro dignità della persona, integrazione, responsabilità e capacità delle comunità di trasformare una difficoltà in una possibilità di crescita comune.

La seconda è il Piano della Memoria Comune, sviluppato anche attraverso il libro La pace possibile. Il progetto affronta il conflitto tra Russia e Ucraina nella prospettiva di una pace duratura che tenga insieme memoria, sicurezza, ricostruzione, responsabilità, giustizia, riconciliazione ed educazione.

Entrambe le iniziative hanno avuto finora soprattutto una funzione di proposta, sensibilizzazione e apertura di spazi di dialogo, ricevendo attenzione e riscontri positivi in diversi ambiti civili, culturali, religiosi e istituzionali.

Il filo che unisce queste attività all'opera di Giorgio Piccini nasce dal mettere l'essere umano, la sua dignità e la relazione con l'altro al centro.

È questa la radice profonda dalla quale il Comitato intende far nascere la futura Fondazione.

Leggi la nota sul Comitato Promotore (PDF)

Informazioni

info@giorgiopiccini.org

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