Introduzione operativa
Il Piano Trump (novembre 2025) rappresenta un tentativo di accelerare la fine della guerra attraverso un quadro negoziale che prevede cessate il fuoco immediato, concessioni territoriali definite, garanzie di sicurezza bilaterali e ricostruzione economica massiccia.
Il Piano della Memoria Comune (PMC) non si oppone a questo approccio. Lo accoglie come struttura portante, lo integra con dimensioni mancanti (memoria, riconciliazione, trasformazione culturale, nuovo orizzonte di sicurezza locale e globale) e lo trasforma in una proposta più stabile, più equa, più accettabile dalle parti in conflitto e più sostenibile nel lungo periodo. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Principio guida:
Il Piano Trump fornisce l’architettura politico-economica (le fondamenta).
Il Piano della Memoria Comune fornisce la sostanza antropologica, la profondità culturale (l’anima) e
una visione per la sicurezza locale e globale (lo spirito).
Insieme costruiscono una pace completa, non solo un cessate il fuoco.
Questo documento mostra, punto per punto, come il PMC accoglie, integra e trasforma i contenuti del Piano Trump in una proposta che nessuna delle parti può permettersi di rifiutare.
Sezione 1 – Convergenze strutturali
1.1 – Cessate il fuoco immediato
Posizione Piano Trump:
Il cessate il fuoco scatta immediatamente dopo la firma dell’accordo e il ripiegamento reciproco su
posizioni concordate.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto integralmente.
Integrazione PMC:
Il cessate il fuoco non può essere un atto isolato. La sua tenuta dipende strutturalmente dal fatto che
entrambe le parti vedano, nel piano, riconosciute e rispettate le proprie esigenze fin dal primo momento.
Il profilo del PMC non è un elemento secondario o aggiuntivo: è la condizione stessa perché i fucili
tacciano davvero. Inoltre la fine delle ostilità deve essere accompagnata da
azioni immediate di memoria, come il PMC prevede, per evitare che diventi solo una tregua
armata, attraverso un percorso operativo in fasi progressive (0–1–2) con garanzie multilaterali e
dispositivi di memoria condivisa.
Risultato integrato:
Fucili che tacciono (Trump) + dignità rispettate e anime che si incontrano (PMC) = inizio di una pace vera.
1.2 – Garanzie di sicurezza per l’Ucraina
Posizione Piano Trump:
Garanzie quasi-NATO: un attacco grave viene considerato minaccia alla comunità transatlantica; USA e
alleati rispondono.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto come punto di partenza.
Trasformazione PMC:
Le garanzie bilaterali USA–Ucraina diventano garanzie tripartite multilaterali:
- Livello USA (Trump): la garanzia militare americana mantiene il suo peso.
- Livello CPSE (PMC): l’Articolo 5 della Comunità Paneuropea di Sicurezza ed Economia: un attacco all’Ucraina è un attacco a tutti i membri (Russia inclusa). La Russia diventa co-garante e non può attaccare senza violare il proprio impegno.
- Livello morale (PMC): le Madri Custodi monitorano e denunciano pubblicamente eventuali violazioni.
Risultato integrato:
Tripla protezione invece di una singola promessa: la garanzia resta resiliente anche in caso di cambio
di amministrazione negli Stati Uniti.
1.3 – Ricostruzione economica massiccia
Posizione Piano Trump:
Mega-piano globale: fondi per sviluppo (tecnologia, IA), cooperazione energetica, ricostruzione delle
città, sfruttamento di risorse, finanziamento Banca Mondiale. Gli USA incassano il 50% dei profitti
degli asset russi congelati.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto e potenziato.
Integrazione e trasformazione PMC:
Governance dei fondi:
- Non solo governance USA-guidata.
- Comitato tripartito: governi + società civile + Madri Custodi.
- Decisioni per consenso.
- Audit pubblici annuali.
- Zero profitto privato sulla tragedia.
Composizione contributi (ordine di grandezza):
- Asset russi congelati: 100 miliardi di dollari.
- Contributo aggiuntivo Russia: 50 miliardi (riconoscimento di responsabilità).
- Unione Europea: 150 miliardi (architetto della ricostruzione).
- USA: 50 miliardi (garante esterno).
- Altri partner internazionali.
- Totale: 350–500 miliardi di dollari nel decennio.
Destinazione fondi:
- 99% ricostruzione fisica ed economica: infrastrutture, città, scuole, ospedali, sviluppo economico, energia.
- 1% iniziative di memoria (circa 7–10 miliardi in 10 anni), tra cui:
- Giardino dei Nomi e dispositivi simbolici (circa 50 milioni).
- Programmi educativi di memoria condivisa (circa 2 miliardi).
- Supporto concreto a vittime, orfani e vedove (circa 5 miliardi).
- Infrastrutture minime per le Zone della Memoria (circa 3 miliardi).
Risultato integrato:
Ricostruzione economica massiccia (Trump) + tessuto sociale riparato attraverso la memoria (PMC) =
sviluppo integrale e pace duratura.
1.4 – Reintegrazione della Russia nell’economia globale
Posizione Piano Trump:
Sblocco progressivo delle sanzioni; cooperazione economica USA–Russia (energia, infrastrutture,
IA, Artico); ritorno della Russia nel G8.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto come incentivo necessario e trasformato in integrazione strategica euro-russa.
Trasformazione PMC:
- La Russia entra nella CPSE attraverso la porta delle Zone Speciali.
- Non più: “Russia isolata fuori dall’Europa” (logica Guerra Fredda).
Ma: “Russia partner economico strategico dell’UE” attraverso un’integrazione progressiva.
Meccanismo:
- Le Zone della Memoria diventano laboratorio di cooperazione Russia–UE (territorio controllato).
- Le Zone sono corridoi fisici verso i mercati europei (energia, logistica, tecnologia).
- Zone funzionanti → la Russia entra nella CPSE come membro pieno.
Rimozione delle sanzioni condizionata a step verificabili:
- Step 1: rimozione parziale se:
- Impegno dei Figli rispettato;
- Zone funzionanti;
- Giardino dei Nomi costruito;
- Russia partecipa ai progetti pilota CPSE.
- Step 2: ulteriore quota se:
- disarmo reciproco avviato;
- Commissione Verità operativa;
- Russia co-finanzia i corridoi economici delle Zone.
- Step 3: sanzioni completamente rimosse se:
- Testimonianza Finale della leadership;
- Zone stabili;
- Referendum di conferma;
- Russia membro pieno CPSE (Art. 5 attivo).
Governance trilaterale (non solo bilaterale):
- Progetti USA–Russia–UE congiunti attraverso le Zone:
- corridoi energetici (gas, rinnovabili, idrogeno);
- infrastrutture logistiche (ferrovie, porti, digitale);
- tecnologia e ricerca (IA, poli di innovazione);
- Artico (standard UE + tecnologia USA + risorse russe).
Risultato integrato:
Russia: non più “cliente USA” ma partner strategico dell’UE tramite le Zone-porta.
Europa: architetto dell’integrazione (non marginalizzata) + sicurezza energetica fondata
sull’interdipendenza.
USA: cooperazione con la Russia mantenuta ma in quadro trilaterale + ruolo di garante CPSE.
Messaggio:
Le Zone non sono solo territori condivisi: sono la porta economica attraverso cui la Russia entra
nell’architettura europea. Non più “Russia vs Europa” ma “Russia con Europa”.
1.5 – Corridoi commerciali (Dnipro e Mar Nero)
Posizione Piano Trump:
La Russia non ostacolerà l’uso commerciale del fiume Dnipro; viene garantito il passaggio del grano
ucraino nel Mar Nero.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto come cooperazione essenziale.
Trasformazione PMC – I corridoi diventano “Arterie della Memoria”:
Livello pratico (Trump):
- Dnipro: navigazione libera.
- Mar Nero: passaggio del grano garantito.
- Controllo OSCE/ONU.
Livello simbolico (PMC):
- Il Dnipro è dichiarato “Fiume della Memoria Comune”.
- Lungo le rive, memoriali per le vittime.
- Festival annuale “Dnipro unisce” (cultura russo-ucraina).
- Grano del Mar Nero etichettato come “prodotto delle Zone di Memoria Comune”.
Livello educativo (PMC):
- Visite scolastiche ai porti.
- Monitoraggio ambientale congiunto del Dnipro da parte di Russia e Ucraina.
Risultato integrato:
Cooperazione economica (Trump) + significato condiviso (PMC) = interdipendenza che rende il
sabotaggio antieconomico e simbolicamente inaccettabile.
Sezione 2 – Divergenze costruttive
2.1 – Cessione dei territori alla Russia
Posizione Piano Trump:
Crimea, Luhansk e Donetsk: riconosciute di fatto come russe (anche dagli USA).
Kherson e Zaporizhzhia: congelate sulla linea del fronte. Zona demilitarizzata in territorio russo
senza truppe russe.
Problemi:
- percepito come rinuncia forzata all’integrità territoriale ucraina;
- contraddice il punto 1 del Piano Trump (sovranità ucraina);
- rischio “pausa” per preparare future azioni militari.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Schema parzialmente accolto, ma radicalmente trasformato.
Trasformazione chiave:
Da “cessione territoriale” a Zone della Memoria Comune co-governate.
Status giuridico:
- Fase transitoria (10–20 anni):
- il territorio può formalmente restare Russia/Ucraina/status sospeso;
- co-governance obbligatoria: Consiglio dei 9 Custodi (3 Russia + 3 Ucraina + 3 internazionali UE/USA/OSCE);
- Carta dei Diritti Locali: lingue co-ufficiali, tutela delle minoranze, diritto di rientro per sfollati;
- sicurezza: battaglioni misti Russia–UE, mai unilaterali.
- Fase definitiva (dopo 10–20 anni):
- referendum delle popolazioni locali con opzioni: co-governance permanente / autonomia regionale / nuova forma di co-sovranità;
- identità degli abitanti: non solo “russo o ucraino” (esclusiva), ma “abitante-Porta” (identità multipla).
- Controllo: Madri Custodi che monitorano i diritti, denunciano violazioni e attivano l’arbitrato OSCE.
Risultato integrato:
- Crimea: da Russia definitiva → Zona di Memoria co-governata (influenza russa garantita, non esclusiva).
- Donetsk/Luhansk: da Russia definitiva → Zone co-governate (partecipazione ucraina alla governance).
- Kherson/Zaporizhzhia: da congelamento → Zone di Memoria (cooperazione obbligata, tutela internazionale).
- Abitanti: da “russo o ucraino” → identità multipla.
Per l’Ucraina: non perdiamo territori, li co-governiamo con garanzie internazionali. Il referendum
dell’Anno 10 può modificare l’assetto.
Per la Russia: non “conquistiamo” territori, li custodiamo insieme come garanti riconosciuti. Influenza
assicurata senza dominio esclusivo.
2.2 – Neutralità dell’Ucraina
Posizione Piano Trump:
L’Ucraina inserisce in Costituzione il divieto di adesione alla NATO. La NATO si impegna a non
ammettere mai l’Ucraina.
Problema:
Per l’Ucraina, “non-NATO” senza alternative credibili = vulnerabilità permanente.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto il principio del non ingresso nella NATO. Trasformato però in status ponte.
Trasformazione PMC:
- L’Ucraina non entra nella NATO (Trump rispettato), ma riceve:
- status di membro pieno CPSE (sicurezza collettiva che include la Russia) – Art. 5 CPSE: attacco all’Ucraina = attacco anche alla Russia stessa;
- fast-track UE 2028–2030 (integrazione economica e politica);
- partnership privilegiata NATO (addestramento, intelligence, ma non Art. 5);
- identità non “neutrale isolata” ma ponte: appartenenza multipla UE + CPSE + partner NATO.
Risultato integrato:
Non-NATO (Trump) + protezione superiore che include l’ex controparte (PMC) = sicurezza innovativa
accettabile per tutti.
2.3 – Amnistia totale
Posizione Piano Trump:
Tutte le parti ricevono piena amnistia per le azioni durante la guerra. Nessun processo futuro, né
richieste di risarcimento.
Problemi:
- impunità totale per i crimini di guerra;
- vittime tradite;
- rischio di ripetizione futura.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Non accolto come amnistia automatica. Trasformato in giustizia trasformativa.
Trasformazione PMC – Contratto di Verità (tre livelli):
- Leadership
Sospensione condizionata delle procedure penali (non amnistia definitiva). Condizioni: rispetto dell’Impegno dei Figli per 10–15 anni, Zone funzionanti, contributo al Fondo Memoria. Dopo 10–15 anni: Testimonianza Finale della leadership di fronte alle vittime, riconoscendo il dolore provocato. Se autentica → sospensione definitiva. Se non autentica → le procedure tornano attive. - Comandanti intermedi
Processi selettivi per i crimini più gravi. Clemenza per chi collabora con la Commissione Verità. - Soldati semplici
Non perseguiti (salvo crimini efferati dimostrati). Maggior responsabilità su chi ha deciso e ordinato.
Viene istituita una Commissione Verità e Riconciliazione (7 membri: 2 russi, 2 ucraini, 3 internazionali). Raccoglie testimonianze, documenta, pubblica. Non è un tribunale penale, ma il custode della verità storica e della dignità delle vittime. È prevista inoltre una Carta dei Diritti delle Vittime: diritto a essere ascoltate, rappresentanza nei processi di riparazione, accesso alla documentazione.
Risultato integrato:
Amnistia cieca (Trump) + verità e riconoscimento (PMC) = giustizia equilibrata che onora le vittime
e rende la pace possibile.
2.4 – Elezioni in Ucraina entro 100 giorni
Posizione Piano Trump:
Elezioni nazionali entro 100 giorni dalla firma.
Problemi:
- 100 giorni sono insufficienti;
- rischio di manipolazione;
- elezioni post-traumatiche e polarizzate.
Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto il principio di una legittimazione iniziale. Integrato con una legittimazione definitiva
posticipata.
Trasformazione PMC – Legittimazione doppia:
- Elezioni Anno 0 (100 giorni – Trump):
- il popolo ucraino elegge il governo;
- referendum consultivo: “Accettate questo accordo come base?” = consenso iniziale: “Proviamo questa via”.
- protezioni: osservatori OSCE/ONU; Madri che monitorano la campagna; media plurali; settimana di lutto pre-elettorale.
- Referendum Anno 10 (PMC):
- dopo 10 anni di implementazione del piano;
- popolazioni delle Zone + cittadini ucraini votano: “Le Zone funzionano? Confermate questa pace?”;
- opzioni: (a) sì, confermiamo (pace definitiva); (b) no, rivediamo (nuovo negoziato); (c) modifiche specifiche;
- = consenso informato dopo l’esperienza.
Risultato integrato:
Elezioni immediate (Trump) che danno mandato a “provare” + referendum decennale (PMC) che
conferma o corregge se funziona: decisioni permanenti con tempo e consapevolezza.
Sezione 3 – Trasformazioni strategiche
(Contributo unico del PMC che nessun altro attore internazionale propone.)
3.1 – Le Zone della Memoria Comune come “zone-porta”
Novità assoluta del PMC: il Piano Trump prevede zone demilitarizzate “cuscinetto”. Il PMC le trasforma in Zone-porta tra Europa e Russia.
Da “zone cuscinetto” a “zone-porta”: non spazi vuoti da pattugliare o confini da presidiare, ma cerniere fisiche e simboliche dove Europa e Russia si incontrano; corridoi dove persone, idee, beni e progetti attraversano la soglia; laboratori di cooperazione euro-russo-ucraina.
Funzioni integrate:
- Memoria: Giardino dei Nomi, percorsi di testimonianza, rituali condivisi, educazione bilaterale.
- Economia: cantieri di ricostruzione multilaterali, corridoi logistici/energetici, hub formativi/tecnologici, imprese miste.
- Sicurezza: forze integrate Russia–UE, comando rotante, dottrina difensiva pura, interdipendenza che rende l’attacco antieconomico.
Risultato:
Dove oggi passa la linea del fronte, domani passa un corridoio di cooperazione. Le Zone diventano
patrimonio condiviso: attaccarle significa danneggiare simultaneamente Europa, Ucraina e Russia.
3.2 – Integrazione economica come forza di sicurezza
Novità PMC: il Piano Trump parla di “ricostruzione” (aiuti). Il PMC parla di integrazione regionale (interdipendenza).
Conversione dei costi di guerra in motore economico: territori che oggi sono un buco nero di denaro e zona di rischio diventano cantieri di ricostruzione, corridoi logistici (merci/dati/energia), hub formativi, area pilota per l’integrazione euro-russo-ucraina.
Meccanismo di sicurezza:
Più la Zona è vissuta economicamente, più è costoso distruggerla. La deterrenza si fonda sul peso
dei legami, non solo sulla forza militare.
Risultato:
Le Zone della Memoria Comune diventano nuovo pilastro della sicurezza paneuropea basata
sull’interdipendenza positiva, non solo sulla deterrenza militare.
3.3 – Riconciliazione come requisito di stabilità
Novità PMC: il Piano Trump non include la dimensione memoriale né quella antropologica. Il PMC aggiunge l’infrastruttura culturale che trasforma la pace da equilibrio tattico a costruzione condivisa.
Componenti della riconciliazione:
- Giardino dei Nomi: oltre 100.000 alberi per ogni caduto (russi e ucraini), dispositivo visibile, tangibile, permanente.
- Lettere dei Bambini: testimonianze delle giovani generazioni, educazione alla memoria condivisa, trasformazione generazionale.
- Vigilia della Memoria Comune: ogni 24 febbraio, rituali condivisi, trasmessi dalle TV pubbliche di entrambi i paesi.
- Madri Custodi: 20 madri (10+10), monitoraggio morale, report pubblici settimanali, voce delle vittime amplificata.
- Incontro dei Padri: un padre russo e uno ucraino riconoscono il dolore reciproco, trasformando i “nemici” in genitori accomunati dal lutto.
- Commissione Verità: audizioni pubbliche, documentazione degli eventi, custodia della verità storica.
- Educazione alla memoria: curricula scolastici, scambi di studenti, visite al Giardino dei Nomi.
Risultato:
Senza elaborazione del lutto, il cessate il fuoco è una bomba a orologeria. Con la memoria
condivisa, il cessate il fuoco diventa fondamento di una pace strutturale.
3.4 – Referendum posticipato (Anno 10) – Test dei Figli
Novità assoluta PMC: il Piano Trump fissa i confini subito, sotto la pressione della guerra. Il PMC introduce un principio rivoluzionario: “Non si decide il futuro sotto le bombe, ma dopo 10 anni di pace osservabile.”
Meccanismo del Referendum Anno 10:
- dopo 10 anni di Zone funzionanti, le popolazioni locali votano;
- opzioni: (a) mantenere la co-governance; (b) maggiore autonomia dentro uno Stato sovrano; (c) modificare lo status (con consenso Russia + Ucraina + comunità internazionale);
- condizioni di validità: partecipazione minima del 60%, osservatori OSCE, campagna libera, media plurali.
Risultato:
Se la maggioranza conferma → status definitivo.
Se chiede cambiamento → nuovo negoziato Russia–Ucraina–OSCE. Nessuna modifica unilaterale
con la forza.
Confini stabili = confini accettati, non imposti. Le popolazioni locali diventano co-autrici della soluzione, non solo vittime. Decisione informata dopo l’esperienza, non sotto il trauma.
Il Referendum dell’Anno 10 trasforma una possibile capitolazione in scelta consapevole e democratica.
Sezione 4 – Risultato: la sintesi operativa
4.1 – Cosa rimane del Piano Trump
- cessate il fuoco immediato;
- neutralità temporanea dell’Ucraina;
- garanzie di sicurezza USA;
- ricostruzione economica massiccia;
- reintegrazione della Russia nell’economia globale;
- zone demilitarizzate;
- corridoi commerciali;
- comitato umanitario;
- coinvolgimento degli USA come garanti.
Il Piano Trump fornisce lo scheletro politico-economico essenziale.
4.2 – Cosa cambia grazie al Piano della Memoria Comune
- Status dei territori: da cessione definitiva → Zone co-governate.
- Sicurezza: da garanzia bilaterale USA–Ucraina → garanzia tripartita (USA + CPSE + Madri).
- Pace: da transazione politica → processo civile e memoriale.
- Ricostruzione: da “aiuti” → progetto economico comune.
- Giustizia: da amnistia cieca → giustizia trasformativa (verità + riconoscimento).
- Legittimazione: da elezioni rapide → + referendum decennale.
- Zone: da cuscinetto vuoto → porte economico-simboliche.
- Paradigma: da vincitori/vinti → custodia condivisa.
Il PMC fornisce l’anima, la memoria, la profondità culturale che rendono lo scheletro del Piano Trump sostenibile.
4.3 – Cosa guadagnano le parti
Ucraina
- nessuna concessione territoriale irreversibile (Zone co-governate, non cedute);
- garanzie di sicurezza triple (USA + CPSE + Madri) invece di impegni vaghi;
- partecipazione alla governance dei territori contestati (non esclusa);
- fast-track UE 2028–2030 (integrazione economica e politica);
- referendum Anno 10 (decide il popolo, non l’imposizione esterna);
- ricostruzione multilaterale trasparente (co-governa i fondi);
- vittime ascoltate (Commissione Verità + Madri);
- dignità preservata (non capitolazione, ma trasformazione).
Russia
- canale di reintegrazione nell’economia globale (fine dell’isolamento);
- sanzioni rimosse progressivamente (incentivo a rispettare gli impegni);
- nessuna umiliazione formale (non sconfitta militare);
- Zone speciali come porta d’ingresso verso l’Europa (non esclusione);
- riconoscimento come co-garante della sicurezza dell’Ucraina (Art. 5 CPSE);
- influenza garantita nei territori contestati (Consiglio dei 9 Custodi);
- leadership protetta da processi penali se rispetta gli impegni per 10–15 anni;
- partecipazione alla governance e all’economia delle Zone (interdipendenza).
Europa
- ruolo centrale (non marginale come nel solo Piano Trump);
- sicurezza paneuropea di nuova generazione (CPSE include la Russia);
- gestione cooperativa delle frontiere orientali (Zone-porta);
- integrazione economica fino agli Urali (corridoi energia/logistica);
- Ucraina in fast-track UE (stabilità regionale);
- modello post-nazionale replicabile (un “Alto Adige XXI secolo”);
- controllo morale attraverso le Madri (Europa come custode di valori).
USA
- accordo politico firmato (vittoria diplomatica Trump);
- ruolo di Garante esterno CPSE (influenza senza costo di 100 miliardi l’anno);
- Russia reintegrata nell’economia ma dentro un quadro di interdipendenza controllata;
- cooperazione economica USA–Russia (Artico, energia, tecnologia);
- cessate il fuoco = fine dei costi per aiuti militari massicci;
- stabilità europea = sicurezza NATO rafforzata;
- modello di pace replicabile in altri conflitti (legacy Trump).
Popoli (russo e ucraino)
- fucili che tacciono (fine delle morti);
- caduti tutti onorati (Giardino dei Nomi);
- dolore riconosciuto, non rimosso;
- generazioni future educate alla memoria condivisa (non ripetizione);
- identità multipla possibile (non scelta esclusiva “russo o ucraino”);
- lavoro e ricostruzione (ripresa dell’economia);
- voce popolare tramite le Madri (controllo democratico morale);
- referendum Anno 10 (decidono loro, non solo i governi).
Sezione 5 – Conclusione strategica
Il PMC trasforma il Piano Trump da scambio politico immediato a processo strutturale di pace, basato su memoria, sicurezza condivisa e integrazione economica. Un’infrastruttura culturale e simbolica che rende la pace non solo possibile, ma duratura. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Il Piano Trump indica una direzione negoziale possibile e fragile: basata su scambi politici immediati, concessioni territoriali, garanzie bilaterali, approccio top-down.
Il Piano della Memoria Comune offre ciò che il sistema internazionale non ha ancora formulato: un’infrastruttura culturale, economica, simbolica e morale che trasforma la pace da equilibrio tattico temporaneo a costruzione condivisa permanente.
Accogliendo, integrando e trasformando i punti del Piano Trump, il PMC costruisce un’architettura di pace in cui:
- nessuno è umiliato;
- nessuno è escluso;
- nessun popolo è costretto a dimenticare il proprio dolore per sopravvivere;
- ogni parte guadagna qualcosa che non potrebbe ottenere da sola;
- la pace non è imposta ma costruita;
- i territori contestati diventano porte invece di muri;
- l’economia sostituisce la guerra come linguaggio comune;
- le generazioni future sono educate alla memoria condivisa;
- le vittime hanno voce e dignità;
- la giustizia è trasformativa, non punitiva né assente.
Il Piano della Memoria Comune non è un’alternativa al Piano Trump.
È il suo completamento necessario.
Per Washington, Kyiv, Bruxelles, Mosca
Comitato Promotore per la Fondazione “Giorgio Piccini”
Michele Piccini, Presidente C.P.–F.G.P.