Integrazione e Trasformazione del Piano Trump attraverso il Piano della Memoria Comune

Documento riservato – Versione 1.0
Comitato Promotore per la Fondazione “Giorgio Piccini” (C.P.–F.G.P.)

Firenze, novembre 2025

Introduzione operativa

Il Piano Trump (novembre 2025) rappresenta un tentativo di accelerare la fine della guerra attraverso un quadro negoziale che prevede cessate il fuoco immediato, concessioni territoriali definite, garanzie di sicurezza bilaterali e ricostruzione economica massiccia.

Il Piano della Memoria Comune (PMC) non si oppone a questo approccio. Lo accoglie come struttura portante, lo integra con dimensioni mancanti (memoria, riconciliazione, trasformazione culturale, nuovo orizzonte di sicurezza locale e globale) e lo trasforma in una proposta più stabile, più equa, più accettabile dalle parti in conflitto e più sostenibile nel lungo periodo. :contentReference[oaicite:0]{index=0}

Principio guida:

Il Piano Trump fornisce l’architettura politico-economica (le fondamenta).
Il Piano della Memoria Comune fornisce la sostanza antropologica, la profondità culturale (l’anima) e una visione per la sicurezza locale e globale (lo spirito).
Insieme costruiscono una pace completa, non solo un cessate il fuoco.

Questo documento mostra, punto per punto, come il PMC accoglie, integra e trasforma i contenuti del Piano Trump in una proposta che nessuna delle parti può permettersi di rifiutare.

Sezione 1 – Convergenze strutturali

1.1 – Cessate il fuoco immediato

Posizione Piano Trump:
Il cessate il fuoco scatta immediatamente dopo la firma dell’accordo e il ripiegamento reciproco su posizioni concordate.

Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto integralmente.

Integrazione PMC:
Il cessate il fuoco non può essere un atto isolato. La sua tenuta dipende strutturalmente dal fatto che entrambe le parti vedano, nel piano, riconosciute e rispettate le proprie esigenze fin dal primo momento. Il profilo del PMC non è un elemento secondario o aggiuntivo: è la condizione stessa perché i fucili tacciano davvero. Inoltre la fine delle ostilità deve essere accompagnata da azioni immediate di memoria, come il PMC prevede, per evitare che diventi solo una tregua armata, attraverso un percorso operativo in fasi progressive (0–1–2) con garanzie multilaterali e dispositivi di memoria condivisa.

Risultato integrato:
Fucili che tacciono (Trump) + dignità rispettate e anime che si incontrano (PMC) = inizio di una pace vera.

1.2 – Garanzie di sicurezza per l’Ucraina

Posizione Piano Trump:
Garanzie quasi-NATO: un attacco grave viene considerato minaccia alla comunità transatlantica; USA e alleati rispondono.

Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto come punto di partenza.

Trasformazione PMC:

Le garanzie bilaterali USA–Ucraina diventano garanzie tripartite multilaterali:

Risultato integrato:
Tripla protezione invece di una singola promessa: la garanzia resta resiliente anche in caso di cambio di amministrazione negli Stati Uniti.

1.3 – Ricostruzione economica massiccia

Posizione Piano Trump:
Mega-piano globale: fondi per sviluppo (tecnologia, IA), cooperazione energetica, ricostruzione delle città, sfruttamento di risorse, finanziamento Banca Mondiale. Gli USA incassano il 50% dei profitti degli asset russi congelati.

Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto e potenziato.

Integrazione e trasformazione PMC:

Governance dei fondi:

Composizione contributi (ordine di grandezza):

Destinazione fondi:

Risultato integrato:
Ricostruzione economica massiccia (Trump) + tessuto sociale riparato attraverso la memoria (PMC) = sviluppo integrale e pace duratura.

1.4 – Reintegrazione della Russia nell’economia globale

Posizione Piano Trump:
Sblocco progressivo delle sanzioni; cooperazione economica USA–Russia (energia, infrastrutture, IA, Artico); ritorno della Russia nel G8.

Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto come incentivo necessario e trasformato in integrazione strategica euro-russa.

Trasformazione PMC:

Meccanismo:

Rimozione delle sanzioni condizionata a step verificabili:

Governance trilaterale (non solo bilaterale):

Risultato integrato:
Russia: non più “cliente USA” ma partner strategico dell’UE tramite le Zone-porta.
Europa: architetto dell’integrazione (non marginalizzata) + sicurezza energetica fondata sull’interdipendenza.
USA: cooperazione con la Russia mantenuta ma in quadro trilaterale + ruolo di garante CPSE.

Messaggio:
Le Zone non sono solo territori condivisi: sono la porta economica attraverso cui la Russia entra nell’architettura europea. Non più “Russia vs Europa” ma “Russia con Europa”.

1.5 – Corridoi commerciali (Dnipro e Mar Nero)

Posizione Piano Trump:
La Russia non ostacolerà l’uso commerciale del fiume Dnipro; viene garantito il passaggio del grano ucraino nel Mar Nero.

Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto come cooperazione essenziale.

Trasformazione PMC – I corridoi diventano “Arterie della Memoria”:

Livello pratico (Trump):

Livello simbolico (PMC):

Livello educativo (PMC):

Risultato integrato:
Cooperazione economica (Trump) + significato condiviso (PMC) = interdipendenza che rende il sabotaggio antieconomico e simbolicamente inaccettabile.

Sezione 2 – Divergenze costruttive

2.1 – Cessione dei territori alla Russia

Posizione Piano Trump:
Crimea, Luhansk e Donetsk: riconosciute di fatto come russe (anche dagli USA).
Kherson e Zaporizhzhia: congelate sulla linea del fronte. Zona demilitarizzata in territorio russo senza truppe russe.

Problemi:

Posizione Piano della Memoria Comune:
Schema parzialmente accolto, ma radicalmente trasformato.

Trasformazione chiave:
Da “cessione territoriale” a Zone della Memoria Comune co-governate.

Status giuridico:

Risultato integrato:

Per l’Ucraina: non perdiamo territori, li co-governiamo con garanzie internazionali. Il referendum dell’Anno 10 può modificare l’assetto.
Per la Russia: non “conquistiamo” territori, li custodiamo insieme come garanti riconosciuti. Influenza assicurata senza dominio esclusivo.

2.2 – Neutralità dell’Ucraina

Posizione Piano Trump:
L’Ucraina inserisce in Costituzione il divieto di adesione alla NATO. La NATO si impegna a non ammettere mai l’Ucraina.

Problema:
Per l’Ucraina, “non-NATO” senza alternative credibili = vulnerabilità permanente.

Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto il principio del non ingresso nella NATO. Trasformato però in status ponte.

Trasformazione PMC:

Risultato integrato:
Non-NATO (Trump) + protezione superiore che include l’ex controparte (PMC) = sicurezza innovativa accettabile per tutti.

2.3 – Amnistia totale

Posizione Piano Trump:
Tutte le parti ricevono piena amnistia per le azioni durante la guerra. Nessun processo futuro, né richieste di risarcimento.

Problemi:

Posizione Piano della Memoria Comune:
Non accolto come amnistia automatica. Trasformato in giustizia trasformativa.

Trasformazione PMC – Contratto di Verità (tre livelli):

  1. Leadership
    Sospensione condizionata delle procedure penali (non amnistia definitiva). Condizioni: rispetto dell’Impegno dei Figli per 10–15 anni, Zone funzionanti, contributo al Fondo Memoria. Dopo 10–15 anni: Testimonianza Finale della leadership di fronte alle vittime, riconoscendo il dolore provocato. Se autentica → sospensione definitiva. Se non autentica → le procedure tornano attive.
  2. Comandanti intermedi
    Processi selettivi per i crimini più gravi. Clemenza per chi collabora con la Commissione Verità.
  3. Soldati semplici
    Non perseguiti (salvo crimini efferati dimostrati). Maggior responsabilità su chi ha deciso e ordinato.

Viene istituita una Commissione Verità e Riconciliazione (7 membri: 2 russi, 2 ucraini, 3 internazionali). Raccoglie testimonianze, documenta, pubblica. Non è un tribunale penale, ma il custode della verità storica e della dignità delle vittime. È prevista inoltre una Carta dei Diritti delle Vittime: diritto a essere ascoltate, rappresentanza nei processi di riparazione, accesso alla documentazione.

Risultato integrato:
Amnistia cieca (Trump) + verità e riconoscimento (PMC) = giustizia equilibrata che onora le vittime e rende la pace possibile.

2.4 – Elezioni in Ucraina entro 100 giorni

Posizione Piano Trump:
Elezioni nazionali entro 100 giorni dalla firma.

Problemi:

Posizione Piano della Memoria Comune:
Accolto il principio di una legittimazione iniziale. Integrato con una legittimazione definitiva posticipata.

Trasformazione PMC – Legittimazione doppia:

Risultato integrato:
Elezioni immediate (Trump) che danno mandato a “provare” + referendum decennale (PMC) che conferma o corregge se funziona: decisioni permanenti con tempo e consapevolezza.

Sezione 3 – Trasformazioni strategiche

(Contributo unico del PMC che nessun altro attore internazionale propone.)

3.1 – Le Zone della Memoria Comune come “zone-porta”

Novità assoluta del PMC: il Piano Trump prevede zone demilitarizzate “cuscinetto”. Il PMC le trasforma in Zone-porta tra Europa e Russia.

Da “zone cuscinetto” a “zone-porta”: non spazi vuoti da pattugliare o confini da presidiare, ma cerniere fisiche e simboliche dove Europa e Russia si incontrano; corridoi dove persone, idee, beni e progetti attraversano la soglia; laboratori di cooperazione euro-russo-ucraina.

Funzioni integrate:

Risultato:
Dove oggi passa la linea del fronte, domani passa un corridoio di cooperazione. Le Zone diventano patrimonio condiviso: attaccarle significa danneggiare simultaneamente Europa, Ucraina e Russia.

3.2 – Integrazione economica come forza di sicurezza

Novità PMC: il Piano Trump parla di “ricostruzione” (aiuti). Il PMC parla di integrazione regionale (interdipendenza).

Conversione dei costi di guerra in motore economico: territori che oggi sono un buco nero di denaro e zona di rischio diventano cantieri di ricostruzione, corridoi logistici (merci/dati/energia), hub formativi, area pilota per l’integrazione euro-russo-ucraina.

Meccanismo di sicurezza:
Più la Zona è vissuta economicamente, più è costoso distruggerla. La deterrenza si fonda sul peso dei legami, non solo sulla forza militare.

Risultato:
Le Zone della Memoria Comune diventano nuovo pilastro della sicurezza paneuropea basata sull’interdipendenza positiva, non solo sulla deterrenza militare.

3.3 – Riconciliazione come requisito di stabilità

Novità PMC: il Piano Trump non include la dimensione memoriale né quella antropologica. Il PMC aggiunge l’infrastruttura culturale che trasforma la pace da equilibrio tattico a costruzione condivisa.

Componenti della riconciliazione:

Risultato:
Senza elaborazione del lutto, il cessate il fuoco è una bomba a orologeria. Con la memoria condivisa, il cessate il fuoco diventa fondamento di una pace strutturale.

3.4 – Referendum posticipato (Anno 10) – Test dei Figli

Novità assoluta PMC: il Piano Trump fissa i confini subito, sotto la pressione della guerra. Il PMC introduce un principio rivoluzionario: “Non si decide il futuro sotto le bombe, ma dopo 10 anni di pace osservabile.”

Meccanismo del Referendum Anno 10:

Risultato:
Se la maggioranza conferma → status definitivo.
Se chiede cambiamento → nuovo negoziato Russia–Ucraina–OSCE. Nessuna modifica unilaterale con la forza.

Confini stabili = confini accettati, non imposti. Le popolazioni locali diventano co-autrici della soluzione, non solo vittime. Decisione informata dopo l’esperienza, non sotto il trauma.

Il Referendum dell’Anno 10 trasforma una possibile capitolazione in scelta consapevole e democratica.

Sezione 4 – Risultato: la sintesi operativa

4.1 – Cosa rimane del Piano Trump

Il Piano Trump fornisce lo scheletro politico-economico essenziale.

4.2 – Cosa cambia grazie al Piano della Memoria Comune

Il PMC fornisce l’anima, la memoria, la profondità culturale che rendono lo scheletro del Piano Trump sostenibile.

4.3 – Cosa guadagnano le parti

Ucraina

Russia

Europa

USA

Popoli (russo e ucraino)

Sezione 5 – Conclusione strategica

Il PMC trasforma il Piano Trump da scambio politico immediato a processo strutturale di pace, basato su memoria, sicurezza condivisa e integrazione economica. Un’infrastruttura culturale e simbolica che rende la pace non solo possibile, ma duratura. :contentReference[oaicite:1]{index=1}

Il Piano Trump indica una direzione negoziale possibile e fragile: basata su scambi politici immediati, concessioni territoriali, garanzie bilaterali, approccio top-down.

Il Piano della Memoria Comune offre ciò che il sistema internazionale non ha ancora formulato: un’infrastruttura culturale, economica, simbolica e morale che trasforma la pace da equilibrio tattico temporaneo a costruzione condivisa permanente.

Accogliendo, integrando e trasformando i punti del Piano Trump, il PMC costruisce un’architettura di pace in cui:

Il Piano della Memoria Comune non è un’alternativa al Piano Trump.
È il suo completamento necessario.

Per Washington, Kyiv, Bruxelles, Mosca

Comitato Promotore per la Fondazione “Giorgio Piccini”
Michele Piccini, Presidente C.P.–F.G.P.